
Nella nostra ultima analisi sul mondo beverage ci siamo concentrati su un prodotto che continua a suscitare opinioni contrastanti tra gli esercenti: la birra analcolica.
Il trend del no alcool non è una novità. Abbiamo già approfondito come stia progressivamente modificando il panorama delle bevande in un precedente articolo dedicato al brindisi degli italiani che puoi leggere qui.
Nonostante la sua crescente rilevanza, persistono alcune perplessità legate non tanto al consumo di drink analcolici in generale, quanto alle alternative alcool-free delle bevande tradizionali, come la birra.
Durante la nostra rilevazione, il 53% dei baristi intervistati ha dichiarato di non vendere birre analcoliche perché ritenute poco interessanti per la propria clientela. Una posizione che si riflette anche nella limitata presenza del prodotto nei 50 bar analizzati in cinque città italiane (Milano, Torino, Pisa, Roma e Napoli).

La sua incidenza sulle vendite, tuttavia, è strettamente collegata all’ampiezza dell’offerta. Meno birre analcoliche sono presenti al bar, minori sono le richieste di consumo e il loro successivo peso in fatto di vendite.
A Napoli, il 70% dei bar propone oltre 10 varietà e marchi di birra analcolica, con un peso sulle vendite che supera il 9%. Un dato in netto contrasto con le altre città analizzate, dove l’incidenza resta inferiore al 5%.
Questo e molti altri insight sono stati collezionati grazie alle nostre analisi del settore Horeca e alle diverse azioni di monitoraggio. Scopri il nostro servizio dedicato al canale Horeca.

