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Champagne, spumante o analcolico? Il brindisi degli italiani sta cambiando 

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Il modo di brindare degli italiani non è più lo stesso. 
Non cambia solo cosa finisce nel calice, ma il significato stesso del consumo: occasioni, frequenza, aspettative e valori si stanno trasformando e lo scaffale del vino ne è una fotografia chiara.  

Le etichette italiane occupano uno spazio centrale, con un’offerta ampia e strutturata di bollicine. 

All’interno del segmento sparkling: 

  • Il prosecco guida lo scaffale con 46 SKU, per una quota del 34%
  • Il Metodo Classico italiano (Trento DOC e Franciacorta) segue con 32 SKU, pari al 23% dell’assortimento;
  • Lo champagne chiude la lista con 11 SKU e una quota dell'8% . 

Il restante assortimento è composto da altre tipologie di spumanti e referenze complementari. 

Ogni categoria racconta un posizionamento preciso.  

Il prosecco, che equivale quasi a metà dell'offerta, si è trasformato da bollicina delle festività a scelta quotidiana, grazie all’alta rotazione, al prezzo accessibile e alla versatilità di consumo. 

Il Metodo Classico Italiano si posiziona in una fascia premium nazionale. Dietro c'è un'alta qualità percepita, uno storytelling territoriale forte e un pricing competitivo rispetto allo Champagne. 

Lo Champagne mantiene il suo ruolo distintivo. Non compete sui volumi, ma presidia il segmento luxury e gifting di alto profilo

Nel complesso, lo scaffale esprime una strategia chiara: valorizzare la produzione nazionale e ottimizzare rotazione e marginalità attraverso un equilibrio tra accessibilità e prodotti premium. 

Ciò che vediamo nel reparto vino, però, è solo una parte del quadro. 

La Generazione Z ridisegna il mercato delle bevande 

Il cambiamento del mercato delle bevande non è soltanto una questione di prezzo o di occasione, ma è qualcosa di più profondo che coinvolge generazioni e stili di consumo. 

Una generazione in particolare, ovvero la Generazione Z, sta modificando il mercato delle bevande alcoliche in modo evidente.  

Grazie ai nati tra il 1997 e il 2012, infatti, è cresciuto (e cresce ancora) l'interesse verso prodotti diversi rispetto al passato. Tra questi: 

  • Prodotti no alcool o low alcool
  • Prodotti con posizionamento esperienziale
  • Prodotti meno legati allo status symbol tradizionale. 

Per i brand premium questo equivale ad una doppia sfida: da una parte riuscire a mantenere una desiderabilità, dall'altra riuscire ad intercettare un consumatore più attento al benessere e alla moderazione. 

Per questo le aziende del beverage alcolico stanno osservando con grande attenzione questa transizione. In diversi mercati europei si registra una contrazione nei consumi tradizionali di alcol, mentre aumentano alternative analcoliche e leggermente alcoliche.  

Leggere questi cambiamenti è importante, ma non basta. Serve trasformarli in decisioni strategiche e questo può succedere solo partendo dai dati. In Immediando ci occupiamo proprio di questo: di raccogliere le informazioni importanti, analizzare e monitorare il mercato e agire di conseguenza.

Come? Scopri i nostri servizi.  

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