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Premessa doverosa: odio l’uso irrazionale del telefono e di tutti i suoi derivati; ovviamente tutto ciò che scriverò ne sarà per forza influenzato.
Essendo immerso nella società dell’informazione, anch’io non posso farne a meno di utilizzare il telefono ma osservando bene tutto il fenomeno saltano fuori alcune caratteristiche che hanno cambiato radicalmente il nostro stile di vita e che alla fine fanno sorridere.
Prima c’era il telefono fisso, in casa per le telefonate normali e nelle cabine a gettone per le altre; i più tosti avevano quelle prolunghe riavvolgibili e si chiudevano nella loro stanza per parlare da soli con qualcuno (è possibile parlare da soli con qualcuno?) i più sfigati avevano il telefono fissato al muro, oppure il mitico lucchetto.
Se qualcuno telefonava gli altri aspettavano, talvolta sbuffando, se chi chiamava trovava occupato riprovava dopo; se la telefonata durava un po di più arrivava immancabile il richiamo seguito dalla frase “metti giù” con conseguente lite successiva.
Oggi questo scenario non è più proponibile anzi, tra qualche anno verrà riproposta un ambientazione simile al Museo delle Scienze Naturali, per la memoria dei nostri figli.
Ognuno di noi è telefoninodotato (brevemente td), ci sono gli abili i meno abili e i diversamente abili; ci sono gli originali (modello esclusivo), i classici (Motorola rigorosamente nero), i simpatici (suonerie e colori), i silenziosi (quelli che guardano in silenzio il telefonino sperando che suoni da un momento all’altro), i guerrafondai (cover mimetica), gli esibizionisti (telefonino sotto l’impermeabile), gli spenti (telefonino sempre spento) e poi anche gli altri.
Buona parte dei td viene influenzata da una caratteristica trasversale che genera di fatto una nuova categoria: i cablati. I cablati sono un fenomeno in piena espansione, tanto che ultimamente sono stati anche riconosciuti dalla legge, però solo quando guidano; il cablato lo si può riconoscere dal filo che penzola oppure da uno strano aggeggio a forma di antenna che si avvinghia sull’orecchio.
Il cablato comunica sempre tutto e non può fare a meno di dirlo a tutti; può capitare di vedere un cablato parlare con un albero oppure con un panino e in quel caso sarà difficile spiegare al vostro bambino che quella persona non è pazza. Un'altra caratteristica del cablato è che non ha mai il telefonino scarico, sarebbe come togliere l’acqua al pesciolino rosso, quindi è dotato di almeno 2 batterie di caricabatteria da rete, da auto, da bici, a cellule solari e come ultima chance a carbone.
Oltre a tutto ciò bisogna anche tener conto degli effetti collaterali di tutta questa comunicazione facile a basso costo: innanzitutto lo spirito di emulazione della pubblicità; bisogna dire a tutti i td che non basta acquistare quel modello o marca per diventari belli, simpatici, ricchi e con due tette così. Il secondo fenomeno da stress è determinato dalla presenza o meno del campo e dalla rete operativa; ai miei tempi il campo era quello dell’oratorio e la rete era la versione italiana del goal, oggi in compenso la rete viene trasmessa sul videofonino. Il terzo stress è determinato dal fatto di non essere più liberi di non essere trovati: il telefonino viòla la privacy, perché se lo si spegne ci sentirà dire “è sempre spento” se lo si tiene acceso la frase varierà in “dove sei?”, ed è proprio in questa situazione che emergono scene inenarrabili di persone che in mezzo ad un rave party cercano di spiegare alla fidanzatina gelosa che sono al brindisi natalizio dell’azienda; oppure più semplicemente sulla navetta che porta i passeggeri dall’aereo al terminal di Roma Fiumicino, si sentirà il giovane manager dire alla propria giovane moglie che “oggi sarò tutto il giorno in riunione in ufficio a Milano, ci sentiamo all’ora di pranzo”. A tal proposito da qualche tempo è nato il videofonino, l’equivalente di un gelato misto fregatura audio/video, ovvero posso finalmente vedere con chi parlo, vedere e parlare … di ascoltare nemmeno per sogno, ormai non si ascolta più, è out.
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