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Per diletto ma ogni tanto anche per lavoro, mi diverto ad acquistare prodotti o servizi utilizzando internet.
La prima domanda che mi sono posto, in una società in cui tutto ha un nome, è stata come mi chiamo? Avrei detto e-buyer, ma invece ho scoperto che sono un surfer, ma ho anche scoperto che sono un surfer di nicchia, perché secondo le statistiche solo il 5/10% dei surfer acquista. Contento di appartenere ai surfer che acquistano (ma non ce l’hanno un nome questi qui?), provo a buttare la le mie sensazioni dopo un paio d’anni d’acquisti, in particolare acquisti in un supermercato on-line. Come premessa bisogna dire che, se già l’aspetto dei supermercati e centri commerciali è sempre più triste (stessi negozi, stesse offerte, stessi servizi), su internet lo è ancor di più. Innanzitutto sei solo, e qui una persona sola si sente ancora più sola principalmente per due motivi: primo non entra nel flusso delle persone che popola le corsie del supermercato, secondo cerca di acquistare abbastanza prodotti per giustificare il costo di consegna ma, essendo solo, non riesce a comprarne abbastanza. Passato questo momento di tristezza, che di solito avviene a notte fonda perché su internet puoi comprare anche di notte (magari si è persa la giornata a non far nulla, o forse si è aspettato apposta la notte per poter acquistare), ci si avventura nelle sezioni dei prodotti, e si scoprono cose fantastiche; la crema per il viso la si trova nel reparto cura e bellezza della persona (e se uno è bruttino?), lo yogurt nei derivati del latte (perché gli spiedini non si trovano nei derivati dalla mucca ?), la birra per fortuna nel reparto birra. Si scopre che mentre il chinotto fa parte della omonima categoria, la cedrata rientra nelle “altre bevande”, con evidente discriminazione per la bevanda stessa; si scopre che i crackers fanno parte dei sostitutivi del pane così come i grissini e le fette biscottate. Questo fatto del sostitutivo del pane mi crea qualche problema, in quanto sostitutivo dovrebbe essere una alternativa, ma una cosa è un panino col salame (categoria “Formaggi, Salumi” facile) un’altra è fette biscottate col salame. Anche la domanda risulterebbe difficile, anziché chiedere “un panino col salame” si chiederebbe “un sostitutivo del pane col salame”.
Apprese anche queste definizioni si può iniziare a riempire il carrello che a differenza del carrello con le ruote, è virtuale, e forte di tale status permette di fare un’infinità di cose che nella realtà si potrebbero fare, ma con qualche sforzo in più. Per esempio si può controllare quello che è stato acquistato cliccando “verifica il carrello” nota attività che nella realtà equivale a svuotare e rimescolarne tutto il contenuto, con i risultato di trovarsi le uova sotto l’anguria e i giornali sotto al latte, che nel frattempo si è rotto e perde. E’ possibile sapere a quanto ammonta la spesa e quindi valutare i prossimi acquisti; si può consultare una ricetta consigliata proprio con quel prodotto lì. Si può vedere cosa succede se si acquistano 20 kg di crudo affettato fine, o 3 confezioni di ostriche doppio zero si può mettere e togliere senza nessun imbarazzo. Ma il bello deve ancora arrivare, si deve infatti selezionare la fascia d’orario in cui verrà consegnata la spesa, e la cosa più sorprendente è che gli orari vengono rispettati! In certi casi è possibile sapere dove si trova il camioncino che sta consegnando. Tutto ciò è fantastico, un risparmio di tempo eccezionale e posso sapere tutto. Però mi sorge un dubbio, non è che poi alla fine posso sapere tante cose che non servono a nulla, se non a sapere che le so e quindi sono semplicemente fini a se stesse? Ho la sensazione di essere caduto in un tranello, una presa in giro; ma chi è che fa in modo di rendere importanti per me cose che altrimenti non lo sarebbero? Chi è che mi fa percepire sensazioni di importanza ma che in realtà sono banalità. D’altra parte se ho comprato la spesa su internet è perché non ho il tempo di andare al supermercato, e se non ho il tempo di andare al supermercato perché devo avere il tempo di andare a scovare dove si trova il camioncino tra le vie della mia città tanto più che normalmente arriva in orario?
Altra cosa molto interessante è rappresentata dalla possibilità di memorizzare la lista dei prodotti appena acquistati per poterla riutilizzare la volta successiva e quindi risparmiare nuovamente tempo. Evviva, è già la seconda volta che risparmio tempo e con il fatto che non ho un cavolo da fare è un bel risparmio. Mi viene da pensare ad un'altra cosa, ma le catene dei Supermercati ne traggono giovamento da questo servizio? Mi sembrava di leggere da qualche parte che più una persona staziona all’interno del punto vendita più acquista (da qui il nuovo termine Punto di Acquisto), ma con internet nessuno staziona e poi se richiama la spesa precedente con qualche modifichina la spesa è fatta. E infatti nella mia esperienza attuale la spesa dura circa 5 minuti perché entro nel sito, richiamo la lista, aggiungo il tonno, tolgo i sacchi della spazzatura, provo la nuova birra e clicco su acquista; detto fatto, entro acquisto e scappo. Forse è per questo motivo che dopo due anni di spesa on line sono finalmente riuscito a leggere tutti i libri e ad ascoltare tutti i cd, nonché a vedere tutte le videocassette che in offerta avevo comprato nelle mie visite precedenti all’ipermercato? E non avevo ancora acquistato il DVD! Proprio così, non compro più cose inutili, o meglio cose non previste nella lista. Pensandoci bene mi manca anche lo scaffalino che strategicamente viene posizionato vicino alle casse dove, quando si è in coda mentre si aspetta, si carica nel carrello in maniera quasi inconscia il pacchetto di caramelle (sempre in confezione da 2 o 3 pezzi), il nuovo rasoio a più lame (uso il rasoio elettrico, ma non si sa mai; e poi perché nei rasoi ci sono sempre più lame se la faccia è una sola?). Effettivamente da un paio d’anni le caramelle le compro al bar, ne compro un pacchetto e le pago tanto quanto i 2 o 3 pacchetti del supermercato; lo posso fare perché risparmio tempo sulla spesa, e quindi posso stare al bar.
E non è finita qui, il bello deve ancora arrivare, anzi arriva adesso. Se la mia spesa è al 90% memorizzata e se la richiamo sempre e la riconfermo sempre, perché prima dell’avvento della moneta unica spendevo tra le 180 e le 200 mila lire e oggi non riesco a spendere meno di 110 €? Eppure dicono che i prezzi non sono aumentati; devo fare un controllo. Richiamo le mie spese di degli ultimi mesi del 2001 e controllo sia i contenuti che i costi. I contenuti come previsto sono rimasti più o meno gli stessi ma la cosa sorprendente sono gli aumenti, non in un colpo solo da dicembre a gennaio, ma progressivamente da settembre a dicembre, poco alla volta, un’accelerazione costante sino ad arrivare alla velocità di crociera, la velocità con la quale lo si è preso in quel posto.
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